domenica 9 novembre 2014: Corriere della Sera – la Lettura

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Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni, Severini. Parigi 1912

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Corriere della Sera

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Claudio Magris Un pastrocio non è un pasticcio : dentro la vita segreta del vocabolario. Riflessioni di un autore incluso nel nuovo «Zingarelli»

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Paolo Mereghetti De Sica l’intramontabile. A 40 anni dalla morte la sua lezione di cinema è ancora attuale Sapeva entrare dentro la realtà, senza mai eccessi o sbavature

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Lauretta Colonnelli Gli agitatori dell’arte. Avanguardie e socialismo umanitario. Quando l’Italia si agganciò all’Europa. L’esempio per tutti era Klimt con la Secessione viennese, ribelle alle  accademie. Così nel decennio tra il 1905 e il 1915, personaggi come Balla, Boccioni, Medardo Rosso, Pellizza da Volpedo accesero un fervore culturale senza confini 

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Roberta Scorranese Schiaffi, stroncature e ironie. E la poesia finì in prima linea

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Murakami Haruki  «La mia Berlino e i Muri che risorgono. Abbatterli è una magia quotidiana». Il mio muro di Berlino

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la Lettura

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→ Paolo Giordano I dischi sono morti a Seattle. Qui nacque e si spense l’epopea grunge e di Kurt Cobain. Da allora, con il digitale, è cominciato il declino  della musica. Perché la sua accessibilità tecnologica ha finito per deprezzarla

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Sandro Modeo Che brutto tempo: siamo come gli Ittiti. Variazioni climatiche, migrazioni, relazioni internazionali. La fine dell’Età del Bronzo suggerisce (caute) analogie. Un saggio dell’archeologo Eric H. Cline — originale rispetto a una grande tradizione di studi — affronta il collasso delle civiltà che abitarono il Mediterraneo orientale e il Medio  Oriente tra il XIII e il XII secolo avanti Cristo: Egizi, Assiro-Babilonesi, Minoici e Micenei

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→ Ennio Caretto  L’America non è più in declino. Gli europei sì, ma è reversibile.  Le riflessioni di Paul Kennedy sul futuro geopolitico. Con un ripensamento

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→ Pietro Minto Venite, vi insegno a perdere tempo su internet: fa bene. Un ciclo di lezioni del poeta Kenneth Goldsmith. Perché la distrazione è la nuova concentrazione. Linguaggi digitali.Lo scrittore che aveva cominciato a stampare su carta tutti i contenuti della Rete terrà un corso all’università della Pennsylvania 

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Andrea Cirolla L’insostituibile leggerezza della carta. Un convegno smonta i luoghi comuni sul conflitto con il digitale. La proposta: «Detrazioni fiscali  per chi acquista cultura». L’idea: «Un movimento Slow Book che punti sulla qualità della lettura»

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→ Confronti Fede, filosofia e affetti nel nuovo romanzo di Amos Oz. Che, oltre al livello narrativo, riflette sul legame tra ebraismo e la figura di Gesù

Cinzia Fiori Giuda, quasi un padre nel nome dell’utopia

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Piero Stefani Giuda, non traditore ma cristiano tradito

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Banana Yoshimoto Zuppa d’anima. Mio padre stava morendo, io non riuscivo a mangiare. Una ciotola, e altre ciotole ancora, mi hanno dato forza. La scrittrice giapponese anticipa il tema centrale di Expo partendo da un’esperienza personale per svelare il legame profondo tra cibo e affetti, tra alimenti per il corpo e nutrimento della coscienza

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→Vincenzo Trione Marinetti con lo spray (i writer sono l’avanguardia, parola di Pérez-Reverte). Dietro l’intreccio giallistico, il nuovo libro dell’autore spagnolo è una sorta di documentato saggio  sul mondo degli artisti dello spray. Che incarnano uno spirito anti-sistema da primi del Novecento

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Arturo Carlo Quintavalle Segantini, la terra senza la fatica. Fuga dalla città e mondo contadino. Ma non c’è la tensione sociale di Millet

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→ Davide Ferrario La voce del carnefice e quella della vittima. Così la messinscena umilia la tragedia. I video delle esecuzioni d’ostaggi dell’Isis superano l’intento didattico delle Br, ma pure la mistica della sottomissione di Al Qaeda

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→ Mauro Covacich L’ostensione dei volti. Così gli integralisti si sono impadroniti delle nostre coscienze. La faccia è una vita, ha un nome e una storia. Quell’immagine ha la potenza oscena di sconvolgere più di decine di corpi anonimi

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→ Danilo Taino Piketty a Downton Abbey. «La serie tv che guardo ci illude: la disuguaglianza non è del passato». A pranzo con l’economista che è come una rock-star. E che lascia raffreddare il tonno in crosta per spiegare perché ha preferito Parigi al Mit di Boston e per dire chi vorrebbe nel «suo» partito

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