Terre promesse

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il manifesto

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Terre promesse

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Il lavoro gratuito è uno dei pilastri che consente l’accumulo di profitti e rendite nell’università, nei media, nell’editoria. Tutto in cambio del miraggio di un futuro migliore

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1

mercoledì 22 ottobre 2014

Marco Bascetta L’economia politica della promessa. Il lavoro gratuito è uno dei pilastri che consente l’accumulo di profitti e rendite nell’università, nei media, nell’editoria. Tutto in cambio del miraggio di un futuro migliore. Il primo di una serie di articoli su questa sempre più diffusa forma di lavoro

2

sabato 25 ottobre 2014

Cristina Morini I sogni infranti dei free lance. L’attenzione è rivolta alle case editrici e ai media. Tra stagisti, precarietà diffusa, mobbing e ricatti la ricerca di uno status intellettuale che prevede la rinuncia di un salario e della propria libertà

3

mercoledì 29 ottobre 2014

Peppe Allegri I sommersi dell’accademia. Questa volta si entra negli atenei dove aspiranti ricercatori e docenti gestiscono esami, laboratori e corsi integrativi, attendendo invano l’apertura delle porte agli «incarichi strutturati»

4

sabato 1 novembre 2014

Roberto Ciccarelli Expo 2015, i dannati dell’eventoL’Expo 2015 è un laboratorio nel quale sono sperimentate le forme di precarietà prevista dal Jobs Act. Mentre l’uso del lavoro gratuito viene spacciato come un’occasione da sfruttare per arricchire il proprio «curriculum vitae»

5

mercoledì 5 novembre 2014

Valeria Graziano La servitù coatta dei creativi. Terre promesse. L’arte contemporanea è un settore florido che non è stato scalfito dalla perdurante crisi economica globale. La sua «base di massa» è costituita dal lavoro gratuito di giovani in cerca di visibilità che possono citare sul proprio curriculum la partecipazione a «eventi» artistici

6 – fine

sabato 8 novembre 2014

Papi Bronzini Nella gabbia del lavoro gratuito. L’uso sempre più diffuso e intensivo del lavoro gratuito in settori chiave dell’economia mette in evidenza la necessità di ripensare l’insieme dei diritti per tutelare l’insieme della forza-lavoro, senza che questo coincida con la cancellazione di quelli acquisiti. Dalla riduzione delle norme contrattuali degli «atipici» all’introduzione del salario minimo e del reddito di cittadinanza

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