domenica 2 novembre 2014: Corriere della Sera – la Lettura

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Tullio Pericoli Martin Heidegger

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Corriere della Sera

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Giovanni Bianconi Cucchi, tutti gli incredibili errori. Domiciliari mancati e divieti alla famiglia. I militari dell’Arma scrissero che era nato in Albania ed era senza fissa dimora

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Luca Mastrantonio Gli scrittori invisibili. Elena Ferrante ipnotizza America e Inghilterra. Più misteriosa di Pynchon, novella La Fayette

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Sebastiano Vassalli Il fatidico omino era un ingegnere dell’industria. E ora comanda lui

la Lettura

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Gustavo Pietropolli Charmet La fine della censura. Tramontato il ruolo informativo dei genitori verso i figli, diventa centrale quello formativo. Nell’era digitale ogni divieto è inutile di fronte al dilagare di messaggi crudi. Bisogna raffinare lo sforzo educativo verso ragazzi che sul sesso e la morte  sanno tutto senza capirne quasi nulla

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★ Donatella Di Cesare L’ultimo segreto (nero) di Heidegger. Nei «Quaderni» inediti un antisemitismo metafisico. «L’ebraismo mondiale sradica i popoli dall’Essere». Gli scritti del pensatore tedesco appena pubblicati gettano nuova luce sulla sua adesione al Terzo Reich. Riteneva che la Germania, per salvare l’Occidente, dovesse ricollegarsi al paganesimo della Grecia e di Roma. Ma il suo errore è stato teorico prima che politico. Donatella Di Cesare Heidegger e gli ebrei. I «Quaderni neri» (Bollati Boringhieri, pagine 352, € 17)

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Giulio Giorello Matematica. La scienza che si nutre di foschia. Simone e André Weil

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→ Paolo Di Stefano Una Milano glocal contro la tortura. La lotta per la giustizia da Beccaria a Manzoni in una città europea e in un’«Europa ambrosiana». A 250 anni dalla pubblicazione di «Dei delitti e delle pene» la Biblioteca Braidense ripercorre un secolo straordinario

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→ Francesco Piccolo Realismo senza magia, che bello. Un altro Sud America: potente e nitido. Ne «La tregua» l’uruguaiano Mario Benedetti racconta la vita di un vedovo, impiegato, che si illumina per una giovane collega. Ma si tratta di un lampo
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★ Franco Cordelli La resurrezione terrena di Per Olov Enquist (uno dei 16 grandi romanzi del nostro tempo). La nuova opera dello scrittore svedese, «Il libro delle parabole», si aggiunge alla ristretta lista dei titoli degli ultimi vent’anni che vanno letti

“Leggendo Il libro delle parabole di Per Olov Enquist vengono in mente quei dieci o quindici romanzi degli ultimi vent’anni che nonostante tutto ci appaiono grandi.

Due tedeschi, Rosso di Uwe Timm e Gli anelli di Saturno di Sebald;

tre spagnoli, Dottor Pasavento di Enrique Vila-Matas, Il libro di mio fratello di Atxaga, Anatomia di un istante di Javier Cercas;

due irlandesi, The master di Colm Tóibín, Il mare di Banville;

un inglese, Esperienza di Martin Amis;

un francese, Tutti i bambini tranne uno di Philippe Forrest;

un turco, Neve di Pamuk; 

un sudafricano, Vergogna di Coetzee; 

quattro statunitensi, Le vergini suicide di Eugenides, Homer&Langley di Doctorow, L’animale morente di Philip Roth e L’uomo sposato di Edmund White.

Il libro delle parabole è di sicuro un titolo in più. In realtà, Il medico di corte del 1999 e almeno un dramma, La notte delle Tribadi del 1974, erano più che bastevoli per stabilire la caratura dello scrittore svedese. Ma Un’altra vita del 2008 e questo nuovo libro, del 2013, fissano Enquist tra i grandi scrittori del nostro tempo. […]”

 

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