giovedì 11 settembre 2014

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The Look of Silence di Joshua Oppenheimer

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la Repubblica

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I nuovi desideri/4

→ Simonetta Fiori “L’Italia ha smesso di sognare”. L’immaginario e le derive del Paese secondo Scalfari

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Daniel Libeskind Nel laboratorio di Libeskind. “Così rinasce Ground Zero”. A tredici anni dalla tragedia delle Torri, ecco gli appunti in cui il grande architetto illustra il suo progetto: “Tra cielo, giardini e luci, un mix di ricordi e futuro”

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Maurizio Ricci Attenti ai capitalisti del web che fanno regredire il mondo ai “Tempi moderni” di Chaplin. Nel suo nuovo saggio, “Rete padrona”, Federico Rampini racconta i monopolisti di Internet: pericolosi quanto gli squali di Wall Street

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Corriere della Sera

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Michele Ainis La solitudine al potere. Crisi della democrazia rappresentativa

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→ Claudio Magris Medicina specchio della vita. Mette ogni individuo davanti a limiti e possibilità. Tra esigenze di umanità e potere della tecnologia

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Antonio Carioti La vera bomba demografica è il dislivello tra Nord e Sud. Livi Bacci: troppe nascite in Africa, poche in Europa

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Antonio Lepre Il mito Pasolini non tramonta mai: le sue idee piacciono in Germania

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I capolavori dell’arte

Roberta Scorranese Il tatto di Renoir per la pittura. Considerava le figure dei dipinti cose da toccare. La luce uno strumento per dare corpo agli oggetti

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la Stampa

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Cesare Martinetti “Il libro di Valérie? Non lo vendiamo perché non l’abbiamo”. Parlano i librai francesi: nessuna autocensura sul volume-scandalo dell’ex di Hollande
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⇒ Alessandro Barbero Il senso di Costantino per la propaganda. Culto della personalità, slogan a raffica, sapiente uso della disinformazione: un antesignano di Stalin

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Umberto Gentiloni Cefalonia 1943, la tragedia non è solo nel numero dei caduti. Un nuovo libro fa luce sulla realtà quotidiana dei soldati della divisione Acqui,fino alla strage seguita all’8 settembre

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il manifesto

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⇒ Roberto Ciccarelli Roberto Esposito nel labirinto del potere. «Le persone e le cose» di Roberto Esposito per Einaudi. Con questo pamphlet, il filosofo napoletano si pone al confine tra contestazione e gestione del «governo» della vita

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→ Carola Frediani Interattività vanno cercando. Pianeta media. Da domani il Festival della comunicazione. Appuntamento a Camogli con filosofi, giornalisti, blogger e analisti dei social media per intercettare i cambiamenti prodotti da Internet sulla circolazione dell’informazione. Pubblichiamo la relazione che l’autrice terrà all’incontro dedicato al «Giornalismo nell’era della Rete»

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Valentina Pisanty Il paradosso negazionista. Festival della comunicazione. Un’anticipazione della relazione che la semiologa terrà domenica 14, nella cornice della rassegna ligure

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Cristina Piccino L’ultimo volo di Hayao Miyazaki. Solo per quattro giorni, 13, 14, 15 e 16 settembre, arriva nelle sale italiane «Si alza il vento» di Hayao Miyazaki che lo stesso regista ha annunciato essere il suo ultimo film

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il Fatto

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Federico Pontiggia Il seguito di un genocidio. “The look of silence”, secondo capitolo sulla strage dei “comunisti” in Indonesia

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→ Stefano Disegni Una settimana nello zoo di Venezia

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Avvenire

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⇒ Adriano Dell’Asta Grossman. Il totalitarismo è banale. Qualche anno prima che la Arendt elaborò la sua nota definizione del male il grande scrittore russo la mette in scena in «Vita e destino»

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il Foglio

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→Maurizio Crippa Il cristianesimo che muore, Ceronetti, Péguy, la Resurrezione di Piero

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→ Alfonso Berardinelli Ricordo di Jacqueline Risset e delle sue sirene parigine, inattuali e altere

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il Giornale

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⇒ Luca Doninelli Agamben, ecco come nasce il fuoco dell’arte. Il filosofo italiano riflette sul senso della creatività (e della creazione). Sul mistero della letteratura

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Marco Bassani La spending review di Leoni? Tagliare l’illusione statalista. In Italia c’è un problema culturale. Intellettuali, lavoratori, pensionati: tutti credono che l’intervento pubblico sia l’unica soluzione. Ma è falso

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Italia Oggi

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→ Goffredo Pistelli Serve una MicroMega di destra. Una rivista di carta, luogo di incontro di cattolici e liberali. Lo dice Alessandro Gnocchi, responsabile delle pagine culturali de Il Giornale

Un pensiero su “giovedì 11 settembre 2014

  1. La solitudine al potere?
    Il fatto d’esser in un siffatto modo giunti e conci, ineludibile non può che dimostrarci quanto arcaiche e retro siano rimaste le nostrane (e limitrofe) strutture elettoral-istituzionali. Vetustà che abbisognerebbero concrete iniezioni di concorrenza – contendibilità per poter riconoscere meritocrazia declinata all’”accountability”! Invece su ogni fronte tutto viene gattopardescamente cambiato per sostanzialmente preservare nello spazio tempo inalterato lo “status quo” specialmente su quello elettoral-istituzionale per “lasciarci nuotare” sempre più la casta nei propri autoreferenziali privilegi. Questione che ci viene ulteriormente confermata dai fatti giacché presentiamo tutti gli indicatori economici sempre più negativi! Purtroppo!!! Che non si sia voluto cambiare niente sotto il sole ci viene ulteriormente confermato anche dagli studi effettuati da Thomas Piketty “Le capital au XXIe siècle” sugli ultimi due secoli e mezzo d’un’imperante disuguaglianza sociale in continuativa espansione un altrettanto latente SPREAD! Appunto, sul versante elettoral-istituzionale non s’è sostanzialmente cambiato alcunché sotto i profili strutturali ci si scambia anche ad ogni latitudine sempre gli stessi obsoleti (lock-in) modelli od (ortopediche) articolazioni dei medesimi! Siamo vittime d’un perpetrato voluto anacronismo; quando in ogni dove, su altri piani, ambiti e fronti tutto è in continuo fibrillante ed effervescente strutturale aggiornamento grazie alle potenzialità che consentono le nuove tecnologie e nuovi mezzi non ultime: gli ”i-phone e gli’”i-clock”, ecc.! Quand’anche la democrazia è da considerarsi un mezzo pertanto, non può pretendere o permettersi di continuare a rendersi immune dall’acquisire inderogabili adeguamenti! Assordendo quelli aggiornamenti che opportune variabili sistemiche permetterebbero migliorare secondo quanto i nostri tempi reclamano. Urge un sistemico salto di qualità anche nell’ambito della politica per rendere la democrazia incrementale aperta ad una continuativa implementazione organico per renderla un efficace cantiere sempre aperto e proteso ad aumentarne il proprio potenziale di democraticità questo si rende inderogabile per non rischiare viceversa, l’atomizzazione e verticalistiche autoreferenzialità! Pertanto in un siffatto mantenuto globalizzato contesto, inconcepibile risulta supporre di potersi differenziare fra l’essere conservatori o innovatori se gli strumenti a nostra disposizione -politici- permangono obsoleti e resi sempre più impermeabili ad “auto”-aggiornarsi alle luce di suddette potenzialità che le nuove tecnologie ed internet (banda larga – un’italica utopia!) già permetterebbero attivare! Quanto altri paesi non PIIGS hanno già dimostrato aver saputo intraprendere per adeguarsi tagliandosi sobriamente i costi della politica: Spagna docet!!!… Giacché nulla può più, permettersi di transitare nello spazio tempo in eterno pretendendo nel contempo di conservarsi inalterato e/o “incapsulato in un siffatto “monco” modo deprivato d’un’organica strutturale indotta intrinseca dinamica concorrenza! Paradossale se non blasfemo indulgere ulteriormente e trastullarsi e/o gingillarsi ancora con siffatti anacronistici meccanismi elettorali ed istituzionali incurvati all’esclusiva volubilità di siffatti apparati partitocratici… Così continuando resteremo sempre più prigionieri d’un famigerato gioco dell’oca organizzato speculativamente e gattopardescamente per frenare ogni contendibilità sia essa verticale che orizzontale se tutto s’ingiostra su resi inutili referendum e/o s’incaglia su infruttuose commissioni bicamerali o di saggi concepite per rendere la casta ancor più intransitiva e partitocentrica! Il prossimo ITALICUM ne rappresenta l’afliere in quanto non farà altro che sostanzialmente rafforzare l’attuale “già illegittimo Porcellum” per incardinarlo su un bipartitismo chiuso anziché su un bipolarismo aperto quanto col sistema SEMIALTERNO si propugnerebbe! Giacché, servirebbe semplicemente iniziare ad iniettare maggiore contendibilità all’interno di detto impianto elettoral -istituzionale ristrutturandone e riformandone l’intera sua architettura secondo quanto una siffatta accelerata realtà richiederebbe dovresti riformare! Pertanto, urgerebbe rottamare l’obsolescenza a regime e procedere a radicalmente ristrutturare in modo più dinamico – elastico flessibile- l’insieme istituzionale! Iniziando appunto, dalle Assemblee Parlamentari ed Amministrative che dovrebbero scrupolosamente rispettare rispecchiando l’effettiva proporzionalità dei votanti quindi risultare numericamente flessibili-variabili! Pertanto non dovrebbe essere concessa alcuna rappresentatività a chi non vota – all’astensione! Così come urge introdurre una radicale ristrutturazione dei meccanismi elettorali quanto ad esempio il sistema elettorale SEMIALTERNO prefigura! Così da permetterci di approdare ad una democrazia ad effettivo contendibile bipolarismo concorrenziale aperto; questione che si rende essenziale per far catalizzare ed agevolare governi più coesi e duraturi! Il sistema SEMIALTERNO si basa su mandate al proporzionale (senza soglia) verrebbero sostituito da una mandata al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione, dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Queste in sintesi dovrebbero rappresentare alcune minimali prerogative tese a fermare il declino volte a rimuovere la demagogia ed il populismo che diversamente per mancanza di concorrenza imperversano ed impestano sempre più l’atmosfera! Urge strutturalmente aggiornarci per approdare ad una più organica efficienza integrandoci con modalità a democrazia più diretta! Modalità alle quali molti altri paesi hanno già saputo diligentemente attingervi per rendersi (endo)-competitivi strutturalmente ovvero, più agili e snelli per ritrovarsi contestualmente (eso)-competitivi nel compendio mondiale! Serve uno slancio di coraggio per poter recidere quel legame ombelicale che che intende e pretende comunque continuare a pedagogizzare il cittadino solo così si potrà superare quel paternalismo discente intriso di voracità di quelle stesse facce di bronzo di politici che non intendono demordere! Quando, sempre più stanno montando esigenze improntate all’opencrowdsourcing – all’implementazione ricorsiva della digitalizzazione conseguenti all’estensione della banda larga (vigendo altrove digià l’ultra larga), all’“up to date & up grade”, al “just in time”, l’open data, il cloud computing e l’e-government!? Noi, invece, in quale girone continuiamo ad arrabattarci!?

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