Piero Vietti Generazione slow web

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Keith Haring Life

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il Foglio sabato 30 agosto 2014

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Generazione slow web

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La rete è un flusso infinito in cui rischiamo di perderci tutto. Idee ed esperimenti per un internet riflessivo

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L’unico criterio è l’istante, la “nowness”: quel che vedo davanti a me non è per forza utile, ma solo l’ultima cosa pubblicata

Da qualche tempo si assiste al ritomo delle email: le newsletter funzionano ancora, e sono fuori dal flusso continuo

L’Atlantic sta sviluppando un social network che permette di condividere un solo link al giorno. Si chiama “This.”

A forza di stare su Facebook abbiamo imparato a essere riflessivi. Condividiamo meno e con meno persone, ma meglio

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di Piero Vietti

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Prendete un fiume. Acqua in perpetuo movimento. E’ sempre lì ma non è mai lo  stesso. Non si fa in tempo a volgere lo sguardo per un istante, e già la corrente è altrove. Inutile inseguirla con gli occhi, o correndo sull’argine, sfugge. Così come in­genuo sarebbe cercare di intuirne l’inizio guardando da dove la corrente arriva, “scrollando” con lo sguardo verso la sor­gente. Inutile, il fiume sfugge al nostro cer­care di afferrarlo. Un orizzonte liquido se­movente. C’è sempre altra acqua in arrivo, così come c’è sempre altro orizzonte davan­ti a noi, per quanto si corra veloce e si guar­di lontano. In un articolo del maggio 2009 pubblicato sul sito di tecnologia TechCrunch, Erick Schonfeld fu il primo a utilizzare la definizione di stream – fiume, corrente – per spiegare come internet stesse comin­ciando a essere usato e considerato dagli utenti. Un flusso ininterrotto di notizie, link, video, foto, commenti, insulti, mi pia­ce che hanno come come unico criterio or­ganizzativo quello cronologico. L’inglese ha un termine difficilmente traducibile con la stessa efficacia, nowness, e sta a indicare l’adesso, l’istante in cui qualcosa si verifi­ca. Internet come un fiume, in cui vediamo soltanto l’ultima cosa trascinata dalla cor­rente, per poi perderla dopo pochi istanti, distratti da un nuovo detrito trasportato a valle dall’acqua del web. L’unico criterio è l’istante, la nowness: quello che vedo da­vanti a me non è per forza utile o interes­sante, ma semplicemente ciò che è stato pubblicato adesso. Da allora internet e i so­cial network hanno vissuto con questa lo­gica, e noi con loro. Nel frattempo, però, so­no anche cresciuti, e noi con loro.

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