domenica 17 agosto 2014 – la Repubblica

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El Greco La Sepoltura del conte di Orgaz (particolare) 1586

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La poesia del mondo

→ Walter Siti L’invidia di Larkin per i tempi dei Beatles. Sono gli anni della “Swinging London” della minigonna e della libertà sessuale Il tory acuto e acido, cantore della Vecchia Inghilterra, amato dalla Thatcher si sente in ritardo sui giovani e urla il suo odio per quella facile felicità Ma poi si apre a una visione mistica

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Straparlando

→ Antonio Gnoli Milena Vukotic. “Io, protagonista non protagonista tra Buñuel e la signora Fantozzi”. Anche se per il grande pubblico resterà sempre “la Pina”, moglie del ragioniere più famoso d’Italia, ecco il vero volto di un’attrice completa tra Strehler, Zeffirelli e Missiroli

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→ Francesco Merlo Il Kissinger di Beppe

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Federico Rampini Web bad boys. Amazon contro gli editori, Google contro l’Antitrust, Facebook contro la privacy. Sognavano un mondo migliore, ora vanno alla guerra. Ci sono passati tutti. Prima Bill Gates. Poi Steve Jobs. Quindi Larry Page e Sergey Brin. Fino a Mark Zuckerberg e Jeff Bezos. Tre generazioni unite dalla stessa parabola. Cominciano idealisti e finiscono monopolisti

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→ Stefania Parmeggiani “Sono i nuovi padroni ma hanno conservato uno spirito libertario”. Intervista all’economista Enrico Moretti. “Se queste aziende ci imponessero una visione politica la reazione degli utenti sarebbe punitiva e perderebbero la posizione dominante”

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Paolo Mauri La Dolce vita di Istanbul secondo Simenon. Una storia scritta dal padre di Maigret negli anni Trenta. Una ballerina di Night, un cliente in balia degli eventi e un nichilismo felliniano. Georges Simenon I clienti di Avrenos Adelphi

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Giuseppe Montesano Di vino, poesia o virtù è l’ora dell’ebbrezza. Giuseppe Montesano racconta i versi di Arthur Rimbaud. Parole di una dolcezza insopportabile perché mostrano anche il rovescio della vita

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→ Cesare De Seta El Greco e gli altri. Il maestro del Seicento che diventò contemporaneo
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L’incontro. Sognatori

Fabio Gambaro Lorenzo Mattotti. Da Parigi, la città in cui vive da quindici anni, i suoi fumetti e le sue illustrazioni tra libri, riviste e ora anche film hanno fatto il giro del mondo. Eppure nella capitale francese si sente ancora uno straniero: “Forse è per questo che quando penso a nuove storie da disegnare mi vengono in mente personaggi emarginati. Viaggiatori, emigranti, persone che vivono isolate nella loro bolla, un po’ come me. Non ho mai avuto il mito della cultura francese, ma è vero che è qui che ci sono gli editori più aperti. Fosse stato per me sarei rimasto per sempre a Udine: per quelli che vivono in provincia inventarsi un mondo è quasi una necessità”

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