domenica 27 aprile 2014: Repubblica

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la Repubblica

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→ Walter Siti La poesia del mondo. García Lorca la fragilità di un amore oscuro. Sembra un nonsense infantile ma sotto i facili ritornelli si avverte un senso tragico. È la sofferenza dell’erotismo la difficoltà di affermare un sentimento puro al di là dell’opposizione dei sessi. Federico Gárcia Lorca  Diván del Tamarit 1934

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→ Antonio Gnoli Straparlando. Giulio Questi“Tra la Resistenza e i film western la mia vita è un’eterna incompiuta”. Dai racconti di una guerra partigiana senza miti agli incontri con Vittorini e Fenoglio, Visconti e Rosi Le tante avventure di uno scrittore, attore e regista

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Fabio Gambaro Le tracce dell’anima. “Le parole sono l’impronta che lasciamo volando via”. “Dialogo sull’Anima” di Antonio Tabucchi

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Stefano Bartezzaghi Il libro infinito. L’ebook ha introdotto una nuova pratica: il testo può essere continuamente corretto e aggiornato. L’innovazione tecnologica recupera una procedura antica.  Già Petrarca e Manzoni usavano rivedere le proprie opere a distanza di anni. E lo stesso hanno fatto in epoche recenti Eco e Arbasino

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Alberto Manguel L’insostenibile perfezione dell’ultima bozza

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Giorgio Falco Storia di un uomo che vorrebbe diventare borghese. “Il posto” di Annie Ernaux racconta in chiave autobiografica le vicende di una famiglia in una cittadina nel Nord della Francia

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Cloe Piccoli Amos Gitai. Studiava architettura a Berkeley in California quando fu richiamato alle armi per la guerra del Kippur. Il suo elicottero venne colpito in volo da un missile e il pilota al suo fianco decapitato. «Da quel giorno ho capito che volevo dedicarmi alla Storia: capirla, raccontarla e condividerla». E da allora il regista israeliano di “Kadosh”, che per le sue posizioni pacifiste è stato anche in esilio dieci anni, ha un obiettivo (“La convivenza tra culture”) e un’ossessione: la giusta distanza. «Se sei troppo dentro le cose non le vedi più, se sei troppo lontano non le capisci»

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